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Bergamo, le compravendite crescono del 26% rispetto al 2019

15-12-2021
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L’andamento è positivo ed evidenzia una propensione alla costruzione

A Bergamo l’immobiliare va a gonfie vele. Lo sostiene Gianfederico Belotti, direttore responsabile del volume Case&Terreni che riporta i prezzi degli immobili e delle aree in tutta la Bergamasca. Confrontando l’edizione 2021 con quelle precedenti, è possibile tracciare un andamento dei valori dei fabbricati del territorio bergamasco e capire quali sono le tendenze in atto.
 
Il primo dato fondamentale riguarda la tipologia di residenza scelta dai bergamaschi che, in linea con il resto d’Italia e su spinta della pandemia, prediligono case più grandi in grado di ospitare uno studio per lo smart working e dotate di verande e giardini. Se si confrontano i dati delle compravendite dei primi sei mesi del 2021 con lo stesso periodo del 2020, la crescita è del 73% ed è giustificata dalla pandemia, ma rispetto allo stesso periodo del 2019 l’aumento è del 26% e questo indica un andamento positivo.
 
I bergamaschi preferiscono acquistare case degli anni Sessanta e Settanta in zone interessanti, vicine alla città, per realizzare un’abitazione su misura. Gli incentivi dello Stato spingono in questa direzione e il risultato, secondo Belotti, è che sembra di essere tornati ai tempi del boom immobiliare all’inizio degli anni Duemila. Gli acquirenti sono molto interessati anche alle seconde case, mentre per la locazione vanno forte i bilocali e i trilocali arredati. I canoni degli uffici sono in ribasso, ma si presta più attenzione alla qualità del locatario. Anche per i capannoni, come per le case, la propensione è di costruirli e in particolare nella Bassa, mentre nel settore hospitality aumentano gli studentati e le soluzioni abitative intermedie tra abitazioni e Case di Riposo dedicate agli anziani.
 
Fonte: Corriere Bergamo