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Decreto Maggio, ecobonus e sismabonus al 110%

11-05-2020
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Fino a 60 mila euro per il cappotto termico, 30 mila per sostituire gli impianti

Il cosiddetto “decreto Maggio” per il momento è soltanto una bozza, ma già suscita interesse tra i proprietari immobiliari. Le voci in circolazione parlano di un incremento molto generoso dell’ecobonus e del sismabonus, fino al 110%. Una notizia che fa drizzare le orecchie soprattutto agli amministratori di condominio.
 

Bonus 110% per i condomini

 
ecobonus 2020
 
Secondo quanto trapela dalla bozza del decreto, questo bonus sarebbe rivolto a tutti i proprietari immobiliari ma, sulla base delle tipologie di lavori incluse nella maxi detrazione, riguarderebbe in particolare i condomini.
 
I lavori inclusi sarebbero, nel dettaglio, il rifacimento del cappotto termico, la sostituzione degli impianti di riscaldamento esistenti con quelli a pompa di calore, l’installazione di pannelli fotovoltaici e tutta una serie di interventi correlati volti al risparmio energetico.
 
Venendo ai numeri, si parla di un tetto massimo di 60 mila euro per il cappotto termico e 30 mila euro per la sostituzione degli impianti. L’unica eccezione sarebbe costituita da un attuale impianto a gasolio, per il quale il limite di copertura per la sua sostituzione scende a 10 mila euro.
 
Ma le novità non finiscono qui. Con questo decreto di fatto sparirebbe il bonus facciate al 90% (rimasto inutilizzato dato il lockdown) e verrebbe sostituito dall’aumento del sismabonus al 110%, sempre abbinato a lavori per l’efficientamento energetico.
 

Sconto in fattura e cessione del credito

 
senza spendere un centesimo
 
La detrazione non coprirebbe unicamente la spesa per i lavori, la progettazione e l’Iva; sarebbero inclusi anche gli oneri finanziari che devono essere sostenuti per la cessione del credito d’imposta o per la detrazione decennale.
 
Proprio qui sta, infatti, la formula vincente di questo maxi bonus. Da una parte, c’è la detrazione del 110% della spesa effettuata entro il 31 dicembre 2021 in dieci anni. Dall’altra potrebbe esistere la possibilità di uno sconto diretto in fattura. Il credito d’imposta potrà essere ceduto alle banche.
 
In pratica l’impresa potrebbe anticipare, sotto forma di sconto, il totale del costo dei lavori ricevendo un credito d’imposta del 110%. Avrà anche la possibilità di cedere quel credito acquisito ad altri soggetti.
 
Questo significa, almeno in teoria, che i condomini potrebbero ritrovarsi nella situazione di non dover sborsare nemmeno un centesimo. Una volta emanato il decreto ci saranno risposte più chiare.
 
Fonte: Il Sole24Ore e CondominiWeb