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L’immobiliare è immune al Covid (o almeno così sembra)

02-11-2020
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Cresce la richiesta di case grandi e spaziose per lavorare in smart working

Da marzo a oggi, le prospettive economiche dell’Italia e dell’Europa sono peggiorate a causa della pandemia mondiale. Soltanto gli interventi dello Stato hanno impedito licenziamenti di massa. Ma l’immobiliare resiste e i prezzi delle case non scendono. Anzi: in Germania sono addirittura aumentati del 10%. Quali sono le ragioni per cui il settore si muove in controtendenza rispetto alla situazione generale?
 

La resilienza del settore immobiliare

 
immobiliare immune al Covid
 
La casa è sempre stata un bene rifugio per gli italiani. Anche con un’epidemia globale in corso, il mercato tiene ed è teatro di nuove dinamiche. A partire dai tassi bassi concessi dalle banche, che hanno facilitato l’accesso ai mutui e ridotto l’indebitamento delle famiglie che decidono di comprare casa. Anche le misure anticrisi emanate dai governi stanno facendo la loro parte. Il sostegno al reddito delle famiglie ha contenuto la crisi evitando rischi di insolvenze e sfratti.
 
Questo spiega il mancato calo dei prezzi delle case, ma come si spiega l’aumento della domanda del 15% rispetto a quando ancora non c’era il lockdown? È presto detto: c’è bisogno di più spazio per lavorare da casa in smart working, quindi servono case più grandi. Ecco perché è cresciuta soprattutto la richiesta di ville, di quadrilocali e trilocali. Sul mercato ci sono sempre meno case con più di 5 locali perché sono andate a ruba, mentre è incrementata la disponibilità di bilocali e monolocali. Anche sul fronte della vendita il mercato è vivace: vista la stabilità dei prezzi, chi compra la casa nuova ritiene utile vendere quella vecchia il prima possibile.
 

L’identikit del compratore

 
comprare casa
 
Chi sono gli acquirenti di questa fase delicata? Sono giovani famiglie, anche numerose, dai 18 ai 44 anni, che hanno un reddito stabile e che approfittano dei bassi tassi di mutuo per farsi avanti e comprare casa. Meno frequenti gli investitori, chi compra casa per i figli o chi desidera acquistare una seconda casa. La ricerca riguarda case ampie e spaziose, dove poter lavorare oltre che vivere: case indipendenti, open space, giardini e terrazze. È stato esteso il raggio di ricerca anche ad aree solitamente meno attrattive, come le zone semi centrali e la prima cintura. In contemporanea alle compravendite, cresce anche la voglia di ristrutturare sfruttando il superbonus del 110 percento per la riqualificazione energetica previsto dal Decreto Rilancio.
 
Fonte: tempi.it