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Imu capannoni: dal 2023 deducibile al 100%

19-06-2019
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Approvato l’emendamento al Decreto Crescita proposto dalla Lega

Buone notizie per le imprese. In commissione finanze sono stati approvati due emendamenti proposti dalla Lega che riguardano l’Imu sui capannoni e l’aliquota Ires. L’aumento della deducibilità Imu e del taglio Ires saranno progressivi fino al 2023.
 
 

L’imu capannoni

 
imu capannoni
 
La deducibilità dell’Imu sui capannoni, a seguito dell’approvazione di un emendamento sul Decreto Crescita, arriverà al 100% nel 2023. L’emendamento è stato proposto dalla leghista Viviana Comaroli ed è stato approvato in commissione Bilancio e Finanze della Camera.
 
Questo abbattimento dell’imposta si aggiunge a quelli stabiliti dall’attuale legge in vigore, il decreto legge 34/19. Esso definisce che l’Imu sui capannoni sia deducibile del 50% per quest’anno, del 60% l’anno prossimo e nel 2021 e del 70% per il 2022. Per l’anno di imposta 2018 la deducibilità dell’Imu sui capannoni è del 40%.
 
Ora, a partire dal 2023, l’imposta municipale propria relativa ai beni immobili strumentali, ovvero i capannoni, sarà deducibile integralmente ai fini della determinazione del reddito d’impresa e del reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni.
 
Si tratta soltanto di uno dei numerosi emendamenti presentati e da approvare per giungere al testo definitivo del Decreto Crescita che verrà poi sottoposto al giudizio di Camera e Senato.
 
 

Il taglio dell’Ires

 
taglio Ires
 
L’altra modifica al Decreto Crescita riguarda l’aliquota Ires. Secondo un altro emendamento, sempre a firma della leghista Comaroli, dal 2023 l’imposta sul reddito delle società subirà un’ulteriore sforbiciata dello 0,5%.
 
L’emendamento è stato approvato in commissione finanze e riguarda gli utili di esercizio accantonati a riserve diverse da quelle di utili n disponibili nei limiti dell’incremento di patrimonio netto. Le banche sono escluse da queste misure agevolative.
 
Come nel caso dell’Imu sui capannoni, la riduzione sarà progressiva. Si passa dal 22,5% previsto per l’anno di imposta 2019 al 21,5% per il 2020, che si riduce al 21% nel 2021 e poi al 20,5% nel 2022. Infine, nel 2023, si giungerà all’aliquota fissata al 20%.
 
Fonte: ItaliaOggi