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Real estate Italia, quali priorità per il governo Draghi?

18-02-2021
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Gli esperti del settore auspicano minori tasse, una normativa più agile, rigenerazione urbana e sgravi fiscali

Per risollevare le sorti economiche del Paese, il neo-governo Draghi dovrà affrontare decisioni importanti che riguardano, tra le altre cose, anche il settore immobiliare, da sempre locomotiva dell’economia italiana contribuendo per oltre il 20% del Pil. Quali sono le urgenze? E quali dovrebbero essere le priorità secondo gli esperti del settore?
 
 

Meno tasse e sblocco degli sfratti

 
«Occorrerà innanzitutto aiutare le imprese del settore – commenta Santino Taverna a idealista/news, presidente nazionale Fimaa-Confcommercio – fortemente colpite dalla crisi economica generata dall’emergenza sanitaria. Occorrerà tagliare la forte imposizione fiscale sugli immobili, pari a quasi 50 miliardi di euro l’anno. Il peso della sola Imu costituisce una zavorra per lo sviluppo del settore».
 
Il settore, Giorgio Spaziani Testa, presidente di Confedilizia, è eccessivamente tassato; è sufficiente pensare alle imposte di registro su compravendite e affitti, all’Iva, alla tassa rifiuti, alle imposte sul reddito proveniente dalla locazione. Occorre poi sbloccare gli sfratti, promuovendo azioni di sostegno, ed estendere la cedolare secca al non residenziale.
 
tasse immobiliari
 
 

Norme più agili e ammodernamento

 
La priorità secondo Marco Celani, presidente Aigab (Associazione Italiana Gestione Affitti Brevi), è semplificare e omogeneizzare la normativa per quanto riguarda gli affitti brevi, facendo emergere il “sommerso”. Questo consentirebbe di generare Pil in breve tempo, promuovendo azioni a costo zero, riattivando immobili sfitti e rendendo attrattive località turistiche e per gli investitori.
 
Per Mario Breglia (presidente di Scenari Immobiliari) bisogna far ripartire subito l’edilizia pubblica e privata, con interventi di ristrutturazione nelle città per aumentare i residenti e creare opportunità di lavoro. Considerando l’improbabilità di una diminuzione delle tasse, si rende indispensabile ammodernare la rete dei servizi e delle telecomunicazioni, fornendo prodotti innovativi e facendo lavorare i giovani.
 
rigenerazione urbana
 
 

Più mutui a famiglie e imprese, sgravi fiscali e detrazioni

 
In merito ai mutui, che rappresentano un quinto del Pil e un terzo degli impieghi bancari per prestiti a famiglie e imprese di costruzione, serve ripartire al più presto con il piede giusto. Renato Landoni, presidente di Kìron Partner Spa, osserva che nel 2020 la pandemia ha condizionato la concessione di prestiti per gli investimenti immobiliari; occorrono finanziamenti agevolati e sgravi fiscali e maggiori possibilità di detrarre costi e spese per gli interessi.
 
La speranza, condivisa da più fronti, è che i fondi del Recovery Fund (circa 80 miliardi di euro di sussidi e circa 127 miliardi di prestiti) vengano impiegati per la rigenerazione e la riqualificazione urbana e l’efficientamento energetico. Questo darebbe nuova linfa vitale ai settori coinvolti quali l’immobiliare, l’edilizia, le infrastrutture e la digitalizzazione. È altrettanto importante, stando a quanto dichiara Piercarlo Rolando amministratore delegato di Rina Prime Value Services, «rivedere le normative italiane come Superbonus, Eco e Sisma Bonus, prorogando le scadenze per consentire l’avviamento di importanti progetti di ristrutturazione edilizia e impiantistica».
 
Fonte: idealista/news