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Efficientamento energetico, la classe A piace agli italiani

27-04-2020
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Nel 2019 sono aumentate le compravendite relative a immobili con classe energetica alta

Addio classe G, benvenuta classe A! Nel 2019, quasi l’80% delle transazioni di immobili di nuova realizzazione riguardava immobili di classe A o B. Questi i dati raccolti da Enea in un’analisi svolta con l’Istituto per la Competitività e Fiaip. La stessa indagine ha rivelato che, rispetto al 2018, nelle ristrutturazioni la percentuale degli immobili più efficienti dal punto di vista energetico è aumentata del 14%.
 

È davvero un addio alla classe G?

 
 
Nonostante l’evidente entusiasmo per la classe A, esiste ancora una pesante zavorra per l’immobiliare italiano. Questo, infatti, è costituito ancora in larga parte da edifici di classe energetica meno performante, che vanno dalla D fino alla G. Lo sono infatti l’85% degli appartamenti e il 73% delle villette e delle ville unifamiliari.
 
In effetti, secondo i dati raccolti da questa indagine, il mercato è ancora fortemente vincolato alle classi energetiche basse: nel 2019 hanno rappresentato il 70% degli immobili in compravendita.
 
Ma gli edifici in classe G, la più bassa, sembrano in calo. Nel 2019 la compravendita di monolocali e bilocali in classe G ha riguardato il 40% delle compravendite, mentre per i trilocali è il 37%. I dati migliori si registrano per le ville unifamiliari, con il 34%, mentre per le villette scendono addirittura al 24%.
 
I risultati migliori si registrano per gli immobili di pregio. Rispetto al 2018, l’anno scorso il numero di immobili venduti con classi energetiche da A1/4 a B è passato dal 28% al 27%. La scelta ricade soprattutto su abitazioni collocate in zona centrale (16%), mentre in zone semicentrali o periferiche il numero è in diminuzione (da 14% a 8%).
 

Ristrutturazione, efficientamento energetico e Covid-19

 
 
Questi dati sulle tendenze del mercato immobiliare rispetto al tema dell’efficienza energetica sono incoraggianti. Ne è convinto Franco D’Amore, vicepresidente dell’Istituto per la Competitività, che ritiene che l’efficienza energetica possa affermarsi come elemento indispensabile per l’offerta immobiliare in alcuni segmenti.
 
Ma le sue riflessioni ricadono anche sull’attualità; il Coronavirus ha congelato il mercato e non è chiaro quali strumenti saranno attivati per uscire dalla crisi economica che si è venuta a creare (e che potenzialmente potrebbe far saltare diverse compravendite alla riapertura del mercato).
 
Secondo Alessandro Federici, responsabile Enea del monitoraggio delle politiche per l’efficienza energetica, la questione si concentra sulla ristrutturazione e l’efficientamento energetico. Occorre, a suo parere, fornire ai compratori incentivi per l’acquisto di immobili da ristrutturare. Lo stesso vale per gli immobili già in possesso, soprattutto per quelli collocati in zone periferiche che spesso presentano scarse performance energetiche.
 
Fonte: Il Sole24Ore